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domenica 10 novembre 2013

IL SATELLITE GOCE PRECIPITERA' SULLA TERRA ENTRO 40 ORE,GLI AGGIORNAMENTI.



Non si sa’ dove ma tra domenica sera e le prime ore di lunedi’ mattina, il satellite ‘Goce’ con le sue 1,1 tonnellate di peso precipitera’ sulla superficie terrestre. Ma l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che l’ha costruito e gestito finora, ha chiarito che, “non e’ possibile prevedere con esattezza dove cadranno i frammenti”. Il satellite di ricerca era stato lanciato nel marzo 2009 per stendere una mappa del campo gravitazionale terrestre. Il 21 ottobre ha esaurito il combustibile ed ora senza piu’ spinta la sua orbita sta ‘decadendo’. Sfortunatamente Goce venne costruito prima del 2008 quando le diverse agenzie spaziali stabilirono come regola generale che ogni futuro satellite sarebbe stato in grado di effettuare un rientro in atmosfera controllato o di bruciare completamente al termine della missione senza il rischio di disseminare detriti sulla Terra.

Costato 350 milioni di euro, lungo 5,3 metri, la missione di Goce e’ durata il doppio di quanto originariamente previsto, 20 mesi. La sua orbita iniziale era di 260 km e venne poi abbassata a 224 km. Al momento si trova in un’orbita discendente intorno ai 160 km di quota. Una volta che avra’ raggiunto gli 80 km finira’ in pezzi e i frammenti piu’ grandi, una decina, potranno avere le dimensioni di un motore di auto e pesare circa 200 kg. Le chance di essere colpiti da un frammento secondo gli astronomi sono 250.000 inferiori a vincere il primo premio ad una lotteria. In passato altri satelliti rientrarono sulla terra causando molta paura ma nessuna vittima. Nel 1996 la sonda russa ‘Mars 96′ diretta verso Marte con a bordo un minireattore al plutonio falli’ la sua missione e precipito’ in Sud America. Stati Uniti e Russia riuscirono invece a gestire il rientro delle due grandi stazioni spaziali. La prima, la statunitense Skylab nel 1979, e l ex sovietica Mir, molto piu’ grande, nel 2001. In entrambi i casi le due strutture si dissolsero al rientro in atmosfera e nel caso di Skylab qualche detrito di dimensione ridotte riusci’ a toccare terra.

FONTE: METEOWEB

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FONTI: METEOWEB