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venerdì 8 novembre 2013

IL RISCHIO DI IMPATTI METEORICI E' 10 VOLTE PIU' GRANDE DEL PREVISTO



Vi ricordate l'asteroide che ha colpito la Terra il 15 Febbraio 2013, mandando in ospedale un migliaio di persone nella città di Chelyabinsk? Si trattava del più grande impatto registrato sul nostro pianeta dai tempi dell'evento di Tunguska, in Siberia, nel 1908. Ma quello che sembrava un oggetto relativamente piccolo, dopo le nuove analisi effettuate in seguito alla scoperta dei frammenti, si è dimostrato essere un asteroide ben più massiccio e pericolo. Il nuovo impatto mischia nuovamente le carte in tavola ed adesso, alla luce di questo, la probabilità che un asteroide simile o più grande ci colpisca è 10 volte maggiore di quanto pensavamo (che già non era esattamente trascurabile).
Questa meteora aveva colpito la Terra esplodendo nell'atmosfera con un'energia di 500 kilotoni di TNT, diventando 30 volte più luminosa del Sole. Un'analisi delle osservazioni fornisce adesso un quadro migliore delle ultime fasi della vita dell'asteroide e svela sorprendenti dettagli sulla sua origine cosmica!

La roccia era un'ordinaria condrite proveniente dagli asteroidi della Fascia di Asteroidi presente tra le orbite di Marte e Giove. Questo si evince dai calcoli della sua traiettoria e dalla composizione minerale, ricca di silicati che si sono formati all'inizio della storia del Sistema Solare. Al momento dell'entrata nell'atmosfera, la massa dell'asteroide si aggirava tra 12.000 e 13.000 tonnellate metriche, cioè quasi il doppio delle stime iniziali.
L'asteroide è entrato nell'atmosfera superiore della Terra ad una velocità iniziale di 19 km al secondo, cioè oltre 50 volte la velocità del suono (Mach 50). Ad un'altitudine tra 45 e 30 km si è poi iniziato a spezzare per poi esplodere a circa 27 km di altitudine.
"Fortunatamente, la maggior parte della sua energia cinetica è stata assorbita dall'atmosfera" spiega Jiří Borovička, ricercatore nel campo degli asteroidi, presso l'Istituto Astronomico, parte dell'Accademia delle Scienze della Repubblica Cieca. "Una roccia un po' più solida poteva esplodere solo vicino al suolo e questo avrebbe causato considerevolmente più danni."
Anche se poi migliaia di piccoli meteoriti sono stati trovati nell'aria, solo alcuni frammenti più grandi sono sopravvissuti. Un pezzo di 3.4 kg è caduto vicino al paesino di Timiryazevskiy, ed un altro ha colpito il tetto di una casa di Deputatskiy. Il pezzo più grande, di oltre 600 kg, è stato recuperato solo recentemente dal fondo del Lago Cheburkul, distante circa 60 km a sud-est da Chelyabinsk.
La cosa interessante, studiando l'orbita di questo impatto, è che sembra estremamente simile a quella di un altro asteroide conosciuto con la sigla 86039, osservato per la prima volta nel 1999. Quest'altro è grande ben 2 km in diametro.
"Questa è difficilmente una coincidenza" ha spiegato Jiří Borovička. L'insolita somiglianza orbitale suggerisce che probabilmente l'asteroide arrivato sulla Terra è un frammento di questo oggetto.
Conosciamo l'orbita e la posizione esatta dell'asteroide 86039 e conosciamo anche quasi tutti quei 1000 (circa) asteroidi più grandi di 1 km che stanno orbitando intorno al Sole, nelle nostre vicinanze. Nessun grande asteroide è attualmente in rotta di collisione con la Terra, almeno non nei prossimi due secoli. Ma sappiamo molto meno dei milioni di oggetti sotto 1 km di cui lo spazio è pieno. L'asteroide che ha colpito la Terra sopra Chelyabinsk è arrivato da una regione del cielo che non è accessibile ai telescopi terrestri. Una specie di punto cieco nei nostri occhi verso il cosmo. "Nelle sei settimane prima dell'impatto sarebbe stato visibile ma solo durante il giorno quando il cielo è comunque troppo luminoso per vedere oggetti di quella dimensione" spiega Borovička.
"Il rischio di essere colpiti, da asteroidi ancora sconosciuti, si sta spostando verso gli oggetti più piccoli" spiega Peter Brown, scienziato planetario della University of Western Ontario, London, Canada. ed autore delle ricerche a riguardo pubblicate su Nature.



Nuovi risultati dell'indagine NEOWISE della NASA, mostrano la distribuzione degli asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA), cioè quelli che si avvicinano entro 8 milioni di km dalla Terra e sono abbastanza grandi da sopravvivere all'impatto con l'atmosfera e causare danni regionali o su scala più grande. Quelli in giallo/rosso sono quelli pericolosi, quelli in blu sono quelli che si avvicinano alla Terra ma non rappresentano alcun rischio. Credit: NASA/JPL/Caltech
Si pensa che ci siano milioni di asteroidi pericolosi per la Terra, con diametri dai 10 ai 20 metri, e solo 500 tra questi sono stati catalogati. I modelli suggeriscono che un oggetto come quello di Chelyabinsk colpisce la Terra ogni 150 anni in media, spiega Brown. Ma il numero di impatti osservati con intensità maggiore di 1 kilotone, negli ultimi 20 anni, fa pensare ad un rischio di molto maggiore (almeno di un ordine di magnitudo) rispetto a quanto pensato prima. Brown ed i suoi co-autori ritengono che sarebbe estremamente prudente e sensato da parte nostra iniziare a dare la caccia a questi corpi, prima che siano loro a dare la caccia a noi.

FONTE: NATURE