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mercoledì 6 novembre 2013

INCHIESTA SUI MISTERIOSI FILAMENTI AVVISTATI NEL CIELO DI REGGIO

06/11/2013



L’articolo inchiesta che vi presentiamo proviene dal quotidiano Il Giornale di Reggio e riguarda la comparsa di misteriosi filamenti caduti nella città di Reggio Emilia. Tante polemiche intorno a questo strano episodio, che ha fatto parlare molto i cittadini emiliani. Questo l’articolo riportato dal quotidiano, premettendo che noi non facciamo ulteriori commenti per non creare altre polemiche intorno a questa situazione, pur sapendo che esistono anche i presupposti della caduta di fibre polimeriche diffuse con gli aerei impegnati nelle attività di geoingegneria illegale. Ecco di seguito quanto riportato su Il Giornale di Reggio.

INCHIESTA / Filamenti misteriosi nel cielo di Reggio
Cinque persone ne hanno osservato una quantità enorme l’11 ottobre a Massenzatico
Il territorio reggiano si conferma sempre più come una zona privilegiata per i fenomeni insoliti. Dopo le stupefacenti sfere di luce della Pietra, gli avvistamenti documentati di oggetti volanti non identificati (il caso dell’Ovni inseguito dai caccia militari spopola ancora sul web) e il crop circle più bello d’Europa – quello di Fabbrico – anche Reggio Emilia ha partecipato al “gioco” che in ottobre ha mobilitato numerose località: l’avvistamento di filamenti misteriosi nel cielo.
I filamenti, la cui origine è discussa, sono stati osservati l’11 ottobre a Massenzatico da una famiglia di cinque persone. La testimonianza è arrivata a Camillo Michieletto, responsabile reggiano del Cisu e autore del catalogo locale degli avvistamenti ufo, o presunti tali. 
Ecco cos’ha scritto il testimone: «Io abito a Reggio Emilia, località Massenzatico. L’avvistamento è avvenuto verso le 12 di venerdì 11 ottobre 2013. Guardando in direzione del sole, si vedevano un’infinità di filamenti lunghissimi, a perdita d’occhio, una quantità immensa di filamenti quasi a formare un cerchio concentrico al sole, tipo sassolino che cade in acqua. In casa eravamo in 5 adulti e nessuno avevano mai visto niente di simile. Il cielo era pulito, senza nuvole ne striature».


Questo avvistamento, a quanto si sa, è l’unico avvenuto in questo periodo nel Nord Italia, tuttavia sono centinaia le testimonianze di fenomeni analoghi nel Lazio, in Abruzzo e in Sardegna, sempre nel mese di ottobre. E comunque da tempo questi misteriosi filamenti – di un sostanza bianca e viscosa – sono visti e raccolti, quando cadono a pioggia e si depositano sugli alberi e a terra, in tutta Europa: il fenomeno ha richiamato negli anni l’interesse degli ufologi, che lo hanno ribattezzato “capelli d’angelo”. E’ noto che nel 2008 piogge di filamenti si verificarono su diverse città emiliane e lombarde: di certo a Parma, Bologna, Ferrara, Buccinasco e a Milano nella zona del parco Nord. 
Il fenomeno osservato a Massenzatico sembra distinguersi dagli altri più consueti, perchè è stata vista una massa insolitamente imponente di questi “capelli d’angelo”, a notevole altezza e senza piogge di alcun genere. Per questo meriterebbe un’indagine accurata. Tuttavia può essere considerato come un aspetto particolare della medesima casistica.
Sull’origine di questi misteriosi “capelli d’angelo”, le ipotesi sono contrastanti: si parla di gigantesche colonie di ragni in migrazione, ma anche di fibre chimiche o nanotubi di silicio che, secondo le tesi complottiste, verrebbero rilasciati dagli aerei che producono le cosiddette “scie chimiche”.
Nei giorni scorsi, dopo l’allarme che si diffuso tra la popolazione della Tuscia (dal viterbese alla provincia di Roma), il Nucleo specializzato dei Vigili del Fuoco Nbcr (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico) ha analizzato campioni della sostanza biancastra caduta dal cielo come la biblica manna. Ulteriori analisi sono state compiute dall’Arpa di Rieti.
Ebbene, l’Arpa sarebbero nè più nè meno che comuni ragnatele, peraltro non tossiche per l’uomo. L’Arpa ha comunicato che si tratta di «un fenomeno naturale conosciuto con il termine di Spider Ballooning, ossia un modo di spostarsi nell’aria utilizzati da diversi ragni e da qualche altra specie di artropode. Gli animaletti secernono della seta che viene sollevata e trasportata, insieme all’animale, dal vento. Questo fenomeno si manifesta innanzitutto nel periodo autunnale, in particolare nel mese di ottobre se particolarmente caldo». E’ preciso preciso l’identikit delle condizioni meteorologiche di queste settimane. Ma davvero si tratta di ragni volanti? Quanti miliardi dovevano essere quando i filamenti sono stati visti nel cielo di Reggio da cinque persone adulte?
Le dichiarazioni dell’Arpa di Rieti vengono contestate da diversi esperti su blog internet: un ingegnere noto per le sue polemiche contesta la presunta frettolosità delle analisi e parla invece di «fibre polimeriche diffuse con gli aerei impegnati nelle attività di geoingegneria illegale». La composizione di questi filamenti – secondo analisi private – «NON coincide la sericina, la proteina di cui sono formate le ragnatele». Per altri ricercatori si tratterebbe di una nuova forma di inquinamento atmosferico, direttamente imputabile al traffico aereo. 
iL Cisu (Centro italiano studi ufologici) è intervenuto in diverse località, e in particolare a Ozieri, in Sardegna, interessata da una fitta pioggia di filamenti intorno al 20 ottobre. La responsabile Annamaria Cuccu non ha escluso la possibilità dello “spider ballooning”, ma alla Nuova Sardegna ha parlato anche di «tecniche per amplificare la riflessione delle onde magnetiche». E ha aggiunto: «I filamenti rinvenuti ricordano pure la “bambagia silicea” vista cadere in contemporanea con quello che fu ritenuto dalle società internazionali il passaggio di Ufo sopra lo stadio di Firenze mentre si disputava la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese del 27 ottobre 1954». Il mistero continua. L’unica certezza è che si manifestano quasi sempre del mese delle castagne.

FONTE: IL GIORNALE DI REGGIO