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mercoledì 27 agosto 2014

ALLARME DELL'OMS (Organizzazione Mondiale Della Sanità).SIGARETTE ELETTRONICHE: " NON E' SEMPLICE VAPORE ACQUEO"

SEMBRAVA essere una speranza per milioni di fumatori che, senza a fare a meno dell'amato tabacco, volevano ridurre i danni del fumo sul proprio fisico. Oggi arriva però il monito dell'Organizzazione mondiale della sanità che ridimensiona le proprietà delle sigarette elettroniche che in questi ultimi anni si sono affermate sul mercato mondiale. E tornano i dubbi sulla loro non tossicità: l'anno scorso il procuratore di Torino Raffaele Guariniello aveva aperto un fascicolo d'indagine dopo che un'analisi commissionata dal settimanale il Salvagente aveva rivelato la presenza di metalli pesanti nelle sigarette elettroniche.
 
Un lungo report dell'Agenzia delle Nazioni Unite, realizzato in vista della sesta sessione della Conferenza dei paesi membri della Convenzione per la lotta contro il tabagismo, che avrà luogo a Mosca dal 13 al 18 ottobre prossimi, sostiene la necessità di una regolamentazione dei dispositivi elettronici che permettono di fumare. E rilancia una serie di misure da adottare: in primis quella di rendere minimo il contenuto e l'emissione di sostanze tossiche e vietare le miscele con aromi alla frutta, ai dolci e alle bevande alcoliche.

Le prove esistenti - sostiene il report dell'Oms - dimostrano come le e-cigarette non siano costituite da "semplice vapore acqueo" e vi sono elementi sufficienti per mettere in guardia "bambini, adolescenti, donne in stato di gravidanza e donne in età procreativa" sulle conseguenze a lungo termine del consumo di sigarette elettroniche per lo "sviluppo cerebrale". Una vera e propria "minaccia" per questi soggetti, ai quali deve essere essere vietata la vendita.

Inoltre raccomanda di vietare l'uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici chiusi a causa del rischio di fumo passivo "almeno finché non venga provato che i vapori emessi non siano pericolosi per le persone che stanno intorno". E sollecita i paesi che hanno ratificato il patto anti-tabacco a considerare l'introduzione di limiti su promozioni e sponsorship di questo prodotto.

Uno studio Usa pubblicato dall'organismo sul controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti (Cdc) sembra confermare l'allarme dell'Oms. I giovani non fumatori sono attirati dalle sigarette elettroniche più che da quelle tradizionali, e quando le hanno provate sono più inclini ad accendere quelle convenzionali.

Nel 2013 più di 263.000 ragazzi statunitensi che non avevano mai fumato hanno sperimentato il dispositivo elettronico, dato triplicato dal 2011, quando erano stati 79.000. E il 43,9% di quelli che l'hanno provato si dice tentato dal fumare le tradizionali sigarette entro l'anno successivo, numero doppio rispetto a quanti non hanno mai fumato.

L'Oms ricorda anche i dati del boom della e-cigarette: 466 marchi nel 2014 in tutto il mondo per una cifra spesa globalmente (dato del 2013) di 3 miliardi di dollari. Con un potenziale aumento delle vendite del 17% da qui al 2030. L'Organizzazione della sanità sottolinea come il mercato delle "bionde" elettroniche sia nelle mani delle multinazionali del tabacco e sollecita le case produttrici a evitare di sostenere ( e di scrivere sulle confezioni) che vi siano prove scientifiche del fatto che le sigarette elettroniche aiutino a smettere di fumare.

L'Italia, con il decreto istruzione approvato lo scorso novembre, era andata in senso contrario rispetto alle misure suggerite dall'Oms oggi, permettendone l'utilizzo nei luoghi pubblici (ad eccezione di scuole e ospedali) dopo che una precedente normativa ne aveva disposto il divieto.


FONTE ARTICOLO: LA REPUBBLICA.IT