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venerdì 6 dicembre 2013

MONSANTO,LA TTP E IL CONTROLLO DEL CIBO MONDIALE.

“Controllate il petrolio e controllerete le nazioni.” Diceva negli anni ’70 il Segretario di Stato Americano Henry Kissinger.
“Controllate il cibo e controllerete la gente”.
Il controllo mondiale del cibo è quasi completamente realizzato con la sempre minore diversificazione dei semi e la diffusione mondiale dei semi OGM (modificati geneticamente), distribuiti da un piccolo numero di multinazionali; ma questo è avvenuto a grave discapito della nostra salute; e se passa la
TPP (Partnership Trans-Pacifica) allora non solo il controllo del cibo, ma anche della salute, dell’ambiente e del sistema finanziario, passerà completamente nelle mani di alcune multinazionali.


L’ingegneria genetica ha reso possibile il controllo brevettato globale dei semi sui quali si basa l’alimentazione mondiale. “I geni ‘Terminator’ consentono la produzione di semi sterili (1), utilizzando un catalizzatore sintetico chimico, giustamente definito “traditore” , che induce la sterilità del seme. Gli agricoltori devono, quindi, anno dopo anno, comprare i semi dai proprietari dei brevetti. Per coprire questi costi, i prezzi degli alimenti salgono; ma il male è ancora più grave di quanto già lo sia per le nostre tasche.
Secondo un’intervista a ACRES U.S.A.(2) del patologo delle piante Don Huber, Professore Emerito all’Università Purdue, sono soltanto due i tratti modificati che coprono praticamente tutti i raccolti agricoli del mondo. Uno riguarda la resistenza agli insetti. L’altro, una modifica più inquietante, riguarda l’insensibilità agli diserbanti contenenti glifosati (sostanze chimiche che distruggono le piante). Meglio noto come RoundUp, il nome con cui la Monsanto lo ha venduto nel mondo, il glifosato avvelena tutto quello che tocca tranne le piante geneticamente modificate appositamente per resistergli.
I diserbanti con glifosati sono oggi quelli più comunemente utilizzati nel mondo. Il glifosato è il partner essenziale degli OGM, il business principale della fiorente industria biotecnologica. Il glifosato è un diserbante ad “ampio spettro” che distrugge tutto indiscriminatamente, non tanto perchè distrugge le piante non desiderate, ma perché blocca i loro nutrienti fondamentali.
Per il modo insidioso con cui funziona, è stato venduto come sostituto “benigno” dei vecchi diserbanti a base di diossina. Tuttavia, alcuni dati sperimentali hanno dimostrato che il glifosato e gli alimenti OMG che lo hanno assorbito, costituiscono un grave rischio per la salute dell’uomo. Il rischio risiede essenzialmente nella tossicità degli ingredienti “inerti” che potenziano il glifosato. I ricercatori hanno scoperto, ad esempio, che il surfattante POEA può distruggere le cellule del corpo umano, soprattutto quelle embrionali, (3) della placenta e del cordone ombelicale. Ma questi rischi sono stato convenientemente ignorati.
L’utilizzo diffuso di alimenti OMG e dei diserbanti al glifosato fanno comprendere il perchè dell’anomalia per cui la spesa sanitaria statunitense pro-capite è doppia (4) di quella media rilevata in altri paesi industrializzati, nonostante si classifichi molto in basso nella graduatoria dei paesi più sani del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (5)ha classificato gli USA come ULTIMO di 17 paesi industrializzati per il grado di salute generale della popolazione.
Dal 60 al 70% degli alimenti nei supermercati statunitensi (6) sono sostanze geneticamente modificate. Al contrario, in almeno 26 altri paesi – inclusa la Svizzera, l’Australia, l’Austria, la Cina, l’India, l’Ungheria, il Lussemburgo, la Grecia, la Bulgaria, la Polonia, l’Italia, il Messico e la Russia – gli OMG sono quasi del tutto o del tutto proibiti (7); e in quasi sessanta paesi del mondo gli stono state sono applicate forti restrizioni.
Un divieto agli OGM e all’uso del glifosato potrebbe davvero migliorare la salute degli americani. Ma la Partnership Trans-Pacifica, la ratifica cioè di un accordo commerciale globale che l’amministrazione sta tentato di accelerare con ogni mezzo, bloccherebbe questo nuovo approccio mirato proprio a risolvere il problema della salute dei cittadini.
GLI EFFETTI INSIDIOSI DI ROUNDUP
I raccolti trattati al RoundUp non vengono distrutti dal glifosato, ma non possono evitare di assorbire nei loro tessuti l’agente chimico. Questi raccolti mostrano livelli molto più elevati di residui di diserbanti di qualsiasi altro raccolto. Infatti, molti paesi hanno dovuto aumentare i loro livelli legalmente consentiti – fino a 50 volte – per contrastare la concorrenza dei raccolti GM. Nell’Unione Europea, i residui rilevati nei cibi aumenteranno di 100/150 volte (8) se passerà una nuova proposta dalla Monsanto. Nel frattempo le”super-erbacce” diserbante-resistenti si sono adattate all’agente chimico (9), richiedendo quindi dosi ancora più elevate e tossiche per poterle sterminare.
Gli enzimi del corpo umano vengono attaccati dai glifosati tanto quanto le piante: l’agente chimico in questione blocca l’assunzione di manganese e di altri minerali essenziali. Senza questi minerali, non possiamo metabolizzare correttamente il nostro cibo. Questo ci fa comprendere l’aumento incontrollato dell’obesità negli Stati Uniti. La gente mangia e mangia nel tentativo di acquisire sostanze nutrienti che nel cibo che mangia semplicemente non trova.
Secondo i ricercatori Samsell e Senef (10) in Entropia Biosemiotica: disfunzione, malattia e mortalità (Aprile 2013) (11); L’inibizione da parte del glifosato degli enzimi del citocromo P450 (CYP) è una componente ignorata della tossicità nei mammiferi. Gli enzimi CYP svolgono un ruolo cruciale nella biologia…L’impatto negativo sul corpo è insidioso e si manifesta dopo lungo tempo in forma di infiammazioni ai sistemi cellulari in tutto il corpo. Le conseguenze sono proprio le malattie e le disfunzioni legate alla dieta occidentale, ovvero disordini intestinali, obesità, diabete, malattie cardiache, depressione, autismo, sterilità, cancro e Alzheimer. Più di 40 malattie sono state collegate all’assorbimento di glifosato, e ne stanno venendo fuori di altre. In Settembre del 2013, la National University do Rio Cuarto, Argentina, ha pubblicato i dati di una ricerca (12) secondo la quale il glifosato fa aumentare la crescita di funghi che producono l’aflatoxin B1, una delle sostanze maggiormente cancerogene. Un dottore di Chaco, in Argentina, ha detto all’Associated Press, “Siamo passati dall’essere una popolazione abbastanza sana a una con un alto tasso di cancro e tumori e di patologie neonatali raramente riscontrate in precedenza”. E la crescita di funghi è notevolmente aumentata nei campi di mais statunitensi.
Il glifosato ha provocato seri danni anche all’ambiente. Secondo un rapporto dell’Ottobre del 2012 da parte dell’Institute of Science in Society (13):
L’agrobusiness sostiene che il glifosato e i raccolti che tollerano il glifosato, miglioreranno le rese dei raccolti, aumenteranno i profitti degli agricoltori e saranno un beneficio ambientale poiché ridurranno l’uso dei pesticidi. E’ esattamente il contrario…Prove serie indicano che i diserbanti al glifosato e i raccolti trattati al glifosato, hanno causato danni diffusi, compresa la comparsa di erbacce super-resistenti e di agenti patogeni per le piante (e di conseguenza per gli allevamenti animali), minore salute dei raccolti e minori rese, danni involontari a specie animali, da insetti ad anfibi e ad allevamenti di bestiame in genere, nonché una ridotta fertilità dei terreni.
POLITICA BATTE SCIENZA
Alla luce di questi dati contrastanti, perchè mai Washington e la Commissione Europea hanno continuato ad avallare l’utilizzo del glifosato come sicuro? I critici puntano il dito verso il lassismo legislativo, le forti pressioni da parte delle lobby aziendali e un’Agenda politica che ha più a che fare con il potere ed il controllo che con la salvaguardia della salute della gente.
Nell’infuocato libro del 2007 I semi della distruzione: l’agenda segreta della manipolazione genetica (13), William Engdahl afferma che il controllo globale del cibo e la de-popolazione sono diventati parte integrante della strategia politica statunitense con Henry Kissinger, protetto di Rockfeller. Insieme alla geopolitica del petrolio, dovevano diventare la nuova “soluzione” alle minacce rivolte dai paesi in via di sviluppo al potere globale degli Stati Uniti e al continuato accesso degli USA a materie prime a basso costo. Alla luce di quell’Agenda, il governo si è mostrato chiaramente schierato dalla parte dell’industria della biotecnologia agroalimentare, optando per un sistema in cui l’industria in questione “controlla” volontariamente se stessa. Gli alimenti prodotti della bio-ingegneria sono trattati come “cibi naturali con additivi”, senza alcun bisogno di particolari controlli.
Jeffrey M. Smith, Direttore Esecutivo dell’ Institute for Responsible Technology, conferma (14) che la politica della US Food and Drug Administration consente alle aziende del settore biotech di determinare da se stesse se i loro alimenti siano sicuri o meno. La presentazione dei dati è totalmente volontaria. E conclude:
Nello scenario critico della ricerca sulla sicurezza degli alimenti, l’industria biotech manca di affidabilità, di parametri e di trasparenza. Hanno reso scienza una cattiva scienza.
Se la depopolazione sia o meno una parte integrante dell’Agenda, l’uso diffuso di OGM e di glifosati ha comunque raggiunto questo scopo (15). Le proprietà del glifosato che danneggiano il sistema endocrino è certamente collegato ai casi di sterilità, aborti, patologie neonatali e arresto dello sviluppo sessuale. Nel corso di esperimenti svolti in Russia, animali nutriti con soia OGM sono diventati sterili alla terza generazione. Larghe porzioni di terreni agricoli vengono sistematicamente rovinati a causa della scomparsa di microrganismi benefici che consentivano alle radici delle piante di trarre dal terreno i necessari fattori nutritivi.
Nell’illuminante documentario di Gary Null Semi di morte: la verità sugli OGM (16), il Dr.Bruce Lipton avverte: “Stiamo conducendo il mondo verso la sesta estinzione di massa della vita di questo pianeta…Il comportamento umano sta distruggendo la rete della vita.”
LA TPP E IL CONTROLLO INTERNAZIONALE DEI GRANDI GRUPPI
Mentre le conclusioni devastanti di tanti ricercatori cercano di aprire gli occhi della gente sui pericoli del RoundUp e degli alimenti OGM, le compagnie trans-nazionali stanno lavorando alacremente con l’Amministrazione Obama per concludere alla svelta la Trans–Pacific Partnership, un accordo commerciale che priverebbe i governi del potere di regolamentare le attività industriali trans-nazionali. I negoziati sono stati tenuti ben nascosti al Congresso, ma non ai vari consulenti aziendali, 600 dei quali ne sono ben informati e conoscono ogni dettaglio. Secondo Barbara Chicherio (17),in Nation of Change (La Nazione del Cambiamento):
La Trans-Pacific Partnership (TPP) ha il potenziale per diventare il più ampio Accordo di Libero Scambio nella storia…Il capo dei negoziatori agricoli per gli Stati Uniti è l’ex-lobbista per la Monsanto, Islam Siddique.  Se ratificata, la TPP imporrà delle regole punitive che daranno alle multinazionali il potere di esigere compensazioni fiscali per politiche che considereranno di ostacolo ai loro profitti.
Stanno abilmente modellandosi tra le mani questa TPP in modo tale da privare i cittadini di tutti i paesi che ne saranno coinvolti del potere di controllare la sicurezza degli alimenti, sapere cosa stanno mangiando, dove è stato prodotto, le modalità di coltivazione e che tipo di diserbanti e pesticidi sono stati utilizzati.
La sicurezza degli alimenti è solo uno dei tanti diritti e tutele che rischiano di scomparire davanti a questa super-arma del controllo globale nelle mani delle grandi compagnie. In un’intervista di Aprile 2013 su The Real News Network (18), Kevin Zeese ha definito la TPP “un NAFTA agli steroidi” e un “colpo di stato globale delle multinazionali”. E ha messo in guardia:
Qualunque sia l’argomento che ti sta a cuore – il salario, il lavoro, l’ambiente – sicuramente ne risulterà danneggiato…Se un paese adotterà delle misure per tentare di regolamentare l’industria finanziaria o se istituirà una banca pubblica che rappresenti i pubblici interessi, rischerà di essere citato in giudizio…
IL RITORNO ALLA NATURA: NON È TROPPO TARDI
C’è un modo più sicuro, più sano e più rispettoso dell’ambiente per nutrire il mondo. Mentre la Monsanto e I legislatori statunitensi stanno imponendo gli alimenti OGM alle famiglie americane, le famiglie russe ci stanno invece mostrando ancora una volta quello che si può realizzare con metodi tradizionali su semplici terreni agricoli di dimensioni contenute. Nel 2011, il 40% del cibo in Russia è stato coltivato nelle dacie (lotti di terreno, con o senza casette di legno) (19). I terreni delle dacie hanno prodotto oltre l’80% della frutta fresca e secca del paese, il 66% delle verdure, circa l’80% delle patate e quasi il 50% del latte dell’intera nazione, spesso consumato al naturale, senza processi industriali. Secondo Vladimir Megre (20), autore del best-seller Ringing Cedars Series:
Essenzialmente, quello che fanno i giardinieri e coltivatori russi è dimostrare che un semplice giardiniere o coltivatore può sfamare il mondo. E non abbiamo per niente bisogno di OGM, fattorie industriali o altri marchingegni tecnologici che garantiscano abbastanza cibo per tutti. Ricordatevi che la Russia ha solo 110 giorni di agricoltura attiva nell’arco dell’anno – quindi, negli Stati Uniti, dove hanno a disposizione il doppio del tempo agricolo attivo, i raccolti dei singoli coltivatori o giardinieri privati potrebbe essere il doppio che qui. Oggi, negli Stati Uniti, le aree adibite a giardini e terreni sono il doppio di quelle russe, eppure non producono altro che un business miliardario di giardinaggio estetico.
Negli USA, solo lo 0,6% (21) delle aree agricole totali è dedicato alle coltivazioni organiche. Queste aree devono necessariamente espandersi se vogliamo evitare “la sesta estinzione di massa del pianeta”. Ma, per prima cosa, dobbiamo fare pressione sui nostri rappresentanti al governo perchè arrestino la corsia preferenziale dedicata all’istituzione della TPP, votare quindi no alla TPP, e perseguire una graduale eliminazione dei diserbanti ai glifosati e degli alimenti da OGM. La nostra salute, le nostre finanze ed il nostro ambiente corrono un grosso rischio.
Ellen Brown è un avvocato, presidente del Public Banking Institute, autrice di dodici libri, incluso il best-seller  Il Web del Debito. In  The Public Bank Solution, suo ultimo libro, esplora modelli di sistemi bancari pubblici dal punto di vista storico e globale. I suoi articoli sul blog all’indirizzo Ellen Brown

 FONTE


Link: 
 
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL PROFITTO PRIMA DELLA GENTE
 
DI
 
ELLEN BROWN
 

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