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mercoledì 22 gennaio 2014

SCIENZA: PRODOTTO E INTRAPPOLATO AL CERN DI GINEVRA IL PRIMO FASCIO DI ANTIMATERIA.

Per la prima volta e’ stato prodotto un fascio di antimateria. Dopo il successo della scoperta del Bosone di Higgs, il Cern segna un altro traguardo. Dopo aver ‘intrappolato’ i primi atomi di antimateria, adesso e’ stato prodotto ed ‘ingabbiato’ un fascio di atomi di anti-idrogeno. E’ il risultato dell’esperimento Asacusa, al quale partecipano ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Communications, e’ il primo strumento concreto per studiare le proprieta’ della materia ”specchio”, nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. ”Attorno a noi vediamo soltanto materia, ma non abbiamo mai trovato nemmeno un anti-atomo: dove sia finita l’antimateria e’ un mistero”, ha detto Luca Venturelli, dell’Infn di Brescia e dell’Universita’ di Brescia, che coordina il gruppo italiano della collaborazione Asacusa. Una possibile risposta potrebbe arrivare adesso dall’esperimento Asacusa. La possibilita’ di osservare per la prima volta da vicino tanta antimateria potrebbe aiutare a spiegare come mai, se al momento del Big Bang materia e antimateria si sono prodotte in uguali quantita’, oggi viviamo in un mondo fatto di materia, mentre non resta piu’ nulla dell’antimateria. Questa disparita’, che i fisici chiamano ‘asimmetria’, e’ un vero rompicapo. In una sorta di ‘tubo’ lungo tre metri e mezzo i fasci di antimateria sono stati prodotti e poi bloccati. In questo modo i ricercatori sono riusciti a identificare 80 atomi di anti-idrogeno. La difficolta’ e’ nel tenere assolutamente separate materia e antimateria perche’, queste si annullerebbero a vicenda in una gigantesca esplosione. Se oggi il prossimo passo di questa ricerca e’ avere fasci di antiparticelle sempre piu’ ricchi e stabili, in futuro ha un sapore di fantascienza. L’antimateria potrebbe diventare infatti una straordinaria fonte di energia e potrebbe essere alla base di futuri sistemi di propulsione, ad esempio per motori di astronavi interplanetarie come quelli immaginati nella serie Star Trek.

FONTE: METEOWEB